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Emozioni di una Riga

Epilogo

Sono passati i 20 giorni di lavoro in Lettonia.
La mia esperienza di “Nanny”, come sono stata piacevolmente denominata da una splendida mamma lettone, è giunta al termine.
I giorni sono stati lunghi, a misura di una bimba di 18 mesi.
Gli intrattenimenti per noi tentavano di essere una routine, ciò nonostante non un giorno è stato uguale all’altro, anzi..

il turismo babyculturale

Riga è una città magnifica.  E’ piacevole,  è veramente a misura di bambino, di ragazzo, di giovani all’avventura, di anziani a passeggio, di imprenditori hipster che aprono bar-bike e drink&wear lungo le strade..
Belle, larghe, tenute bene e luminose, le vie della città hanno marciapiedi comodi, senza macchine parcheggiate se non nei luoghi ove è consentito;  fiancheggiate dalla  pista ciclabile , percorsa di ciclisti come tale ( e non usata dai pedoni o come corsia di sorpasso o come parcheggio..)

Si può percorrere il lungo fiume per diversi km, sicuramente dal ghetto ebraico ( ricostruzione a pagamento  del quartiere ebraico che non ho avuto il (dis?)piacere di visitare ) fino al ristorante cult,  versione folklettone del nostro wild west,  la catena “Lido”.  La sede  che ho visto io ha un luna-park, con autoscontri e tiro al bersaglio, pista di pattinaggio estiva-invernale e un mini calcinculo…

Di fatto è un self-service dove puoi veramente provare patate in qualsiasi versione, pesci in variegate forme e dimensioni, birra che ti spilli autonomamente e dolci in ogni sorta di taglio.. volendo ci sono pure le monoporzioni di onions ring e patatine Chips a fianco della spina di Lido Alus beer
C’è musica folk live, mega schermi per le partite,  due piani,  un tavolo enorme di dolci e si.. ben due bagni con fasciatoio ..

Alla fine è trash… ma il cibo non sembrava male ed era  “tipico”.. chi ce lo ha consigliato ha detto che è un must lettone.. per cui…a voi la scelta…qui il sito : https://www.lido.lv/lv/

Lo zoo di Riga,  tappa che ho visitato due volte,  come tutti gli zoo è triste.  La gabbia della tigre, in ristrutturazione, è finanziata by whiskas, ironia del caso..così come la partnership con Lacoste…  effettivamente c’erano i coccodrilli…

Però,  per un bambino che sta imparando i versi degli animali vedere mucche ungheresi, asini nani, vacugne,  lama,  giraffe,  capibara,  sciacalli, rane di ogni tipo,  leoni e orsi polari annoiati potrebbe comunque essere un’ esperienza formativa e piacevole.

Alla fine è tenuto bene : ci sono pure dei pavoni e dei gatti ribelli che vagano liberi.. gli altri animali o dormono o girano in tondo proprio come una bestia in gabbia..io però un gipeto non lo avevo mai visto prima… soprattutto così da vicino…  sebbene abiti pure sullo Stelvio

A fianco dello zoo in realtà c’è anche il Mezapark.  Splendido bosco con percorsi ben tracciati, campo da golf, raggiungibile a piedi passando per il cimitero ( se ve la sentite di fare 6/8km dal centro) o con il tram numero 11.

Sui mezzi pubblici si può comprare il biglietto, alla macchinetta (se c’è) o comprandolo dall’autista.  Le emettitrici spesso ci sono pure alla fermata, i passeggini non pagano.

I cimiteri, non scherzo, sono un bel posto a Riga, non sono tristi e ordinati,  sono in mezzo al bosco, hanno fiori veri, hanno mini panchine, zero ceri e spesso vedi persone con mini rastrello, paletta e scopino che sistemano la zolla togliendo le foglie autunnali e ripiantando fiorellini..
In fin dei conti sia io che Claudia abbiamo trovato molto più bello lo scoiattolo che ci ha attraversato il tracciato nel cimitero inseguito dal cane di due adorabili vecchine, dei canguri in vetrina allo zoo…e ci abbiamo pure pranzato davanti ad un cimitero .

La panchina era comoda, al sole e con un bel panorama boschivo autunnale.. certamente meglio dei bar con TV.

 

Altro luogo culturale raggiungibile coi mezzi ( autobus 1 mi pare) è il museo etnografico.

A me piace chiamarli musei delle case , li ho scoperti solo nel 2009, sinceramente li trovo buffi e assurdi, ma anche la Minitalia è buffa e assurda, però ci si va in gita scolastica e si impara ..per cui..
Alla fine , è vero, puoi vedere la ricostruzione delle tipiche abitazioni Lettonia.. in teoria si può fare pure la  “Black sauna” in una costruzione  e in molte dovrebbero pure farti assaggiare prodotti tipici e provare diverse attività manuali della tradizione.. dovrebbero..

…sarà che era lunedì.. sarà che eravamo fuori stagione..comunque di 108 abitazioni io l’interno l’ho visto di una sola,  approfittando del pisolino di Claudia.

Su una ventina di agglomerati urbani di aperti ce ne erano due .. ma insomma, come giustamente ha detto la custode del Museo : “is an open air museum, you can just walk around” .  Alla fine per 2€… sono d’accordo sia stato meglio così, niente interno delle case… niente code… “Sfigabimbodigressione divertente”

..Solo visite ai vari bagni perché visto che “ Claudia non la fa mai fuori” bisognava cambiare la regola proprio all’etnical open air museum.  Luogo assolutamente accessibile con un passeggino decente… dove le case sono raggiungibili facilmente.. ma, siccome il mio senso dell’orientamento, nonostante mappa cartacea e Google maps, ha dato il meglio di sé, come al solito.. Sono riuscita a fare salite invalicabili, per rendermi conto solo in cima che c’era una strada molto meno in pendenza e più accessibile con le ruote… Grazie al medesimo senso poco sviluppato sono pure riuscita a trovare una “non uscita” che mi hanno aperto appositamente a 5 minuti dalla chiusura del museo.. però insomma.. alla fine,  la visita ce la siamo goduta per benino.. il villaggio dei pescatori l’abbiamo visto.. la villa del neocontadino russo pure…e i caccopannolini, cambiati con la bimba volante piuttosto che sdraiata e mordace ( non a torto devo ammetterlo) ,sono sempre folkloristici.

Al ritorno non avevamo il biglietto perché 50 € non me li cambiavano per un biglietto da 2€.. il bello che il giorno prima lo avevo pagato 1.15 € alla macchinetta a bordo.. magari ci sono tariffe diverse se l’emettitore è umano o meccanico.. tant’è che comunque proprio proprio quel giorno il controllore è arrivato… E mi ha spiegato, dopo un po’ di moine da turista e facce con occhi a cuoricino con la bimba, che : ” next time Little money for the tickets!!
E che alla fermata successiva avrei potuto scendere comprarlo alla macchinetta e risalire sul tram successivo…

..Deo gratia la fermata successiva era due prima della mia e,  ringraziando e promettendo l’acquisto, siamo scese senza più risalire…

..in fin dei conti quella giornata era partita talmente storta…
“Sfigabimbodigressione divertente2”
Invece che svegliarsi alle 10.30 come al solito, Claudia alle 9 meno qualcosa era gia’ sveglia e arzilla, reclamante latte e gallette con la marmellata, io avevo chiuso occhio alle due passate perché ho approfittato dello streaming gratuito in quei soli 2 gg per guardare il documentario su Riace..( guardatelo, è bello!  si impara ad essere più umani)
Cambiando programma almeno  15 volte,  siamo uscite finalmente di casa alle 11,  per altro con mia fretta e indispettimento per essere così lenta e rimba quel mattino..  “si sì, Ho proprio approfittato del fatto che si fosse svegliata presto”

La mia “fretta” ha fatto si che solo 15 minuti dopo essere uscite dal portone (ormai ne mancavano 2 alla fermata) mi accorgessi che il portafoglio era in casa..perciò, sebbene  avessi  l’euro e 15 per il tram, certamente non avevo soldi sufficienti per il ritorno e l’ingresso a qualsiasi cosa volessi fare..
bè da un lato forse è stato meglio così..

oltre al portafoglio avevo scordato di togliere l’uovo sodo dalla piastra ad induzione..che comunque si spegne da sola.. ma non avevo il pranzo di sicurezza per Claudia nel caso non le fossero gustate le polpette o avesse avuto parecchia fame. La mia corsa frenetica di due piani di scale, continuando a canticchiare a voce sempre più alta a Claudia ( agganciata bella e pacifica giù nel passeggino incatenato alle scale dell’atrio ben chiuso) “♫♪non scappare non scappare♪ ♫” è stata cmq una bella botta di energia per raggiungere  con gioia (e portafoglio) il semichiuso museo delle case, senza biglietto anche all’andata, pagando 2 euro di ingresso con il bancomat..
per lo meno non ha piovuto..

Conclusione degna di tale giornata è stato il ritrovamento dell’uovo.. già che ero in giro, tornando, ho fatto la spesa..birra, frutta, verdura e acqua… Che, non essendo potabile a Riga, viene venduta in grossi boccioni da 5 l che mi sono bellamente caricata nello zaino per avere le mani libere e spingere passeggino senza problemi..dimenticando, ovviamente, le chiavi in fondo allo zaino..
Caso volle che,  proprio sulla via del ritorno dal supermercato, la mia necessità di minzione si facesse particolarmente sentire, motivo per cui tralasciando la calma solita con la quale  facevo scendere Claudia dal passeggino e le facevo fare le scale  più o meno autonomamente me la sono di fatto caricata come un sacco di patate x fare gli scalini 3 a3 e raggiungere l’agognata meta velocemente…  Ma..  le chiavi erano in fondo allo zaino legate ad un nastrino, trovato subito, “evvai..”  ma, incastrate sotto le birre, la frutta,  la verdura  e il sopracitato boccione da 5 l… e tira e tira e tira..( e intanto scappa scappa scappa sempre di più)  alla fine arrivano ..imbrattate di uovo ..che sodo sodo non era…

in tutto ciò ho, comunque , apprezzato la tranquillità  e lo sguardo divertito della piccola “18mesenne “, che attendeva pazientemente di sfilarsi le scarpe all’ingresso di casa, mentre io saltavo come un grillo girando la chiave albumosa per, finalmente, raggiungere il water e terminare tale agonia…

 il turismo babyculturale in generale

Riga è una città da guardare con gli occhi rivolti a cielo,

il museo del sole che non esiste più!!! e il museo del cioccolato, ve li potete bellamente evitare, ma le facciate delle case di Riga sono qualcosa a cui difficilmente non presterete attenzione, ci sono leoni, orsi e gatti sui tetti, ci sono gargoille, lupi volpi e serpenti sugli architravi, ci sono grosse virago che sorreggono balconi e draghi alati che incorniciano splendide finestre, la gente si siede sui davanzali, le finestre sono ampie e luminose, credo sia dato dalla poca luce che hanno in certi periodi dell’anno…

Il centro storico è l’unico luogo in Riga in cui ho avuto difficoltà a muovermi con il passeggino : marciapiedi piccoli e strade con il pavè scomodo x le ruote del mezzo, è molto bello e pieno di localini ( il che è un pro quanto un contro..) puoi goderti la piazza con la tua birra , succo , caffè, the’ o latte caldo con cucchiaio di cioccolato [così al Black magic ti servono la loro cioccolata “special” (Sic.. ) però fanno dei graziosi pacchettini regalo con delle splendide farfalline]
Ma, così come te la godi tu la piazza, così lo  fanno tutti gli altri con conseguente caos, folla, fastidio, stress, sbatta .. io preferivo passeggiarvi alla sera, poca gente, luci basse, castello illuminato e locali in chiusura..o chiusi

 

Riga è una città piena di parchi, il verde è proprio a portata di mano, le aiuole sono molto curate, con fiori di ogni sorta e colore,  tali da suscitare l’ammirazione di Claudia che si svegliava dal suo pisolino spesso e volentieri immersa  in un’ esplosione di colori e profumi che le suscitava splendidi wooooooooooow di gioia.  Le panchine sono umane e non antibarbone, sono comode per sedersi a guardare le paperelle o fare merenda pranzo, cena o semplicemente studiare x la patente mentre lei dorme, unica cosa che manca sono le fontane per bere.. il che pare scontato non essendo potabile l’acqua… anche se ho visto bimbi allo zoo bere dal rubinetto per cui magari non è vero che è così insalubre ..

infine ci sono luoghi che non ho visto, ma erano consigliati o mi hanno incuriosito

l’isola dei conigli ( è il nome lettone dell’isola..”Zakusala” mica ho capito se ci si può andare e se ci sono davvero i conigli o le lepri);

il battello per fare delle gite;

il parco di Tervete;

ed infine, vicino a Jurmala,  graziosa cittadina con case color pastello in cui di fatto si percorre un boulevard di un paio di km per raggiungere il mare.. (d’estate deve essere un po’ affollata..) il Kemeri national Park, parco naturale che deve essere stupendo,  ma non facilissimo da raggiungere e soprattutto è adatto a bambini che camminano autonomamente per  più di 290 m, visto che è una grande laguna attraversata da pedane di legno ove si possono vedere una sacco di specie volatili libere ( non come allo zoo…)

Il cibo..

Il cibo è buono..

è vero ho provato solo locali del centro, spesso gli stessi perché ci piaceva l’arredamento, il dolce,  gli orari, la disposizione dei tavoli e l’attenzione che avevano per i bimbi, in uno c’era la stanza coi giochi, nell’altro il cavallo a dondolo.. e in tutti,  ma proprio tutti seggiolone ..  in buona parte pure il fasciatoio.
Alla fine fra pesci in tutti i modi, stuzzichini da panetteria (tipo fagottini ripieni di carne formaggio o verdura), birra, maiale grigliato e patate ho mangiato sempre benissimo! i dolci sono stupendi a vedersi.. ciccioni a mangiarsi.. tranne per il fatto che mi è capitato in più di un’occasione che i frutti di bosco fossero più acidi che saporiti…ma davano la giusta punizione ad essere troppo golosi 😉
Il cibo al supermercato era di qualità, sia prodotti tipici che d’importazione, dalla vacca rossa francese al nostro topo del parmigiano.. ( che però non ci è servito perché da buone italiane all’estero ci eravamo portate un quarto di grana padano) frutta e verdura variegata per lo più di stagione e soprattutto, seppur nella mia più totale perplessità : avocado ..a prezzi bassissimi, provenienza varia..e soprattutto erano buoni 🙂

Perché è a misura di bambino…

Perché i mezzi sono tutti accessibili con passeggini e carrozzine

Perché , anche se io non l’ho vista, nella cattedrale c’è il bagno e la sala giochi per i bimbi
Perché c’è una biblioteca, nuova, costruita durante il semestre di presidenza del consiglio dell’UE,  che non ho visto, ma che pare essere fichissima.
Perché nel centro della città c’è una casa con un gatto con le chiappe rivolte alla camera di commercio ( ormai non più.. lo hanno girato).
Perché è piena di parchi.
Perché il mare è a 40 minuti di treno da Riga.
Perché ci sono un SACCO di bambini e adulti in monopattino lungo le strade.
Perché ci sono persone che vanno in giro con un furetto al guinzaglio.
Perché c’è il teatro delle marionette  con spettacoli a partire dai 2 anni.
Perché i taxi per bambini “Red cab” oltre al seggiolino hanno colori, etichette e pupazzetti per intrattenere i bimbi lungo la corsa.
Perché i pedoni hanno, per davvero,  la precedenza quando attraversano e la gente aiuta a far salire e scendere i  passeggini.

Anche se ogni tanto i semafori ti mandano davvero in confusione

Perchè il mercato centrale, che avevo visto più di 10 anni fa,  me lo ricordo ( sta volta l’ho visto in orario di chiusura  e non lo so più) BELLISSIMO

Perché in tutti i supermercati la rampa d’accesso è comoda facile e i passeggini ci stanno una meraviglia.
Perché le scale dei sottopassaggi hanno la possibilità di essere percorse dalle bici e dalle carrozzine.
Perché i parchi hanno i bagni.
Perché i parchi hanno i giochi sempre ..

e le scacchiere

e le panchine

e l’erba con percorsi calpestabili..

e la possibilità di giocare a palla prigioniera senza disturbare
E di fare skate
E i padroni educano bene i propri cani…
Perché si possono fare i tour in Segway..
Perché il biglietto puoi farlo all’ultimo.

Perchè i poveri sorridono, (gli altri no…)

Perché portare a spasso il pupo, che vuole andare a piedi e senza mano sul marciapiede sebbene tu abbia il passeggino, non è pericoloso.. ne’ scomodo ..vista la dimensione dei marciapiedi, il rispetto del pedone,del ciclista e del nonno in trabiccolo col cane, i semafori intelligenti , la pista ciclabile…

Eh si, insomma diciamocelo, una città a misura di bambino riduce lo stress (da lavoro e mezzi pubblici), lo smog e le barriere architettoniche e le differenze! conseguentemente permette a tutti,  bambini, disabili vecchi, animali, sportivi, barboni di godersi la strada anche, e soprattutto, con il naso all’insù.

Riga-Milano
Sept- Oct 2018

 

l’uovo non proprio sodo..

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Numero 16

ci Ri – trovi  ogni colore forma o dimensione

 

   

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Numero 15

Ogni tanto sembra di vivere  in una città fatta di case delle bambole

 

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Numero 14

 

piace da diversi punti di vista

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numero 12

l’amore pre-post-co munista per i musei delle case* ancora non mi è chiaro

 

 

 

 

 

*luoghi in cui ho visto i musei delle case,  che dal mio punto di vista di  buono hanno solo il fatto che si sta all’aria aperta ,,

Lettonia Latvijas Etnogrāfiskais brīvdaba ,Riga 1924

Romania  Banat Village Museum , Timisoara 1872

Cina : Village of Ethnic Culture vicino a Kuming,  1992

Serbia : Drvengrad Ucize  2004? ok questo è un po’ diverso in realtà.. ma è un po’ noiosino/ deludentino pure lui..

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Numero 9

 

è una di quelle città che ti godi con il naso all’insù